ITINERARI FOLK FESTIVAL - XXIX EDIZIONE 1 luglio - 12 agosto 2015

S-CONFINI D'EUROPA

La ventinovesima edizione della rassegna volge lo sguardo al vecchio Continente per catturare i segnali che emergono dalla scena musicale legata alla musica etnica, tradizionale e world di questo decennio.

Il primo elemento evidente è che l’Europa – pur attraversata da molti elementi di crisi - rimane una grande occasione creativa, dove i linguaggi si incontrano senza limiti e barriere e in questo modo fecondano le idee e le produzioni artistiche come in nessun’altra parte del mondo. Soprattutto questo genere musicale che connette radici e tradizioni con la modernità non sembra minimamente attraversato da quel senso di inquietudine che agita la società contemporanea. Convivono due dimensioni parallele che sempre più spesso si vanno a toccare e intersecare: il rafforzamento di produzioni identitarie innovative, spesso legate alle culture minoritarie presenti in Europa, che sanno amplificare i valori estetici e spettacolari della cultura tradizionale e il consolidarsi di un mercato aperto che sa valorizzare i prodotti “lontani”, geograficamente e culturalmente, offrendo loro delle possibilità espressive inusuali in passato.

Mentre si rialzano muri e confini e il sentimento più evocato è quello della paura, i giovani artisti emergenti del panorama etno-world europeo, sembrano capaci di esprimere un’energia vitale straordinaria. E in questo modo ci fanno immaginare un mondo del tutto diverso da quello che i mass media ci restituiscono quotidianamente. Se il futuro è anche nell’immaginazione, il ruolo di queste realtà – ancorché piccole – è fondamentale come testimonianza positiva di un’Europa terra d’incontro e di sviluppo umano responsabile e solidale.

I gruppi che abbiamo scelto rappresentano in parte tutto questo. Lolomis e Zakouska, in particolare, ci raccontano in maniera molto originale il processo di balcanizzazione della musica europea in una avanzata fase di sviluppo e superamento rispetto al modello delle fanfare che ha dominato per molti anni. Allo stesso modo la proposta del croato Branko Galoic, poeta e cantautore, introduce una nuova dimensione sentimentale del mondo slavo meridionale. Per giocare allo sconfinamento l’apertura della rassegna è dedicata addirittura alla Russia, con ITINERARIFOLK2016 l’anteprima nazionale di Otava Yo, un coinvolgente ensemble legato alle tradizioni ma di sensibilità assolutamente europea. Tocchiamo anche l’Ucraina con il gruppo Burdon Folk Band, un’altra delle numerose anteprime nazionali che la rassegna offre quest’anno. Con Kalakan incontriamo la minoranza basca di Spagna, ricca di fascino, asprezza e forza dirompente. Per l’Italia andiamo al Sud con due serate: l’energia dei salentini BandAdriatica, sempre in viaggio a cantare un Mediterraneo di pace e senza confini, e un evento unico – da non mancare - che riunisce Nando Citarella, Mauro Palmas e Piero Cernuto, artisti campani, sardi e siciliani di prima grandezza con due ospiti d’eccezione, il maestro di launeddas Luigi Lai e la voce di Elena Ledda. A proposito di Polonia, paese ricco di proposte di altissimo livello, dopo il successo di Caci Vorba la scorsa estate, avremo con noi il quintetto d’archi Vołosi, ensemble raffinato e di grande virtuosismo che armonizza i repertori dei Carpazi e la musica contemporanea. Parlando di Europa non potevamo non toccare l’Irlanda, produttrice di un suono tradizionale tra i più amati e riconoscibili e per l’occasione abbiamo scelto un musicista di culto come John McSherry e la sua uillean pipes con un progetto denominato Ulaid, dal nome dell’antico popolo dell’Isola di Smeraldo, che rinnova in maniera convincente gli arrangiamenti e le armonizzazioni di questo genere.

Fresco e veramente interessante il progetto swing del toscano Maurizio Geri, chitarrista con Riccardo Tesi in Banditaliana e in passato con Caterina Bueno: musica di confine tra echi del primo jazz, lo stile manouche di Django Reihnardt, la canzone d’autore e la musica da ballo che dominò gli anni quaranta e cinquanta.

La chiusura con un gruppo storico ungherese, Vízönto’’, già ospite trent’anni fa di Itinerari folk nella prima edizione, che all’epoca rappresentava l’avanguardia del movimento magiaro e che oggi continua la sua ricerca con una nuova formazione e per l’occasione curerà anche la preparazione di una proposta gastronomica per il pubblico trentino.

Consulenza artistica e testi
Mauro Odorizzi

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Pagina aggiornata al mese di giugno 2016