ITINERARI FOLK FESTIVAL - XXVI EDIZIONE 17 maggio - 7 agosto 2013

UN MONDO DI CORDE

Tema ricchissimo di declinazioni e suggestioni quello degli strumenti a corda. Nelle scelte di questa ventiseiesima edizione come al solito siamo andati in tutte le direzioni dal Sudamerica alla Mongolia, dal Portogallo alla Bulgaria, dagli Stati Uniti all’Ungheria e ovviamente in Italia e in Trentino.
Abbiamo posto l’attenzione su strumenti molto legati ad un contesto etnico e tradizionale, ma con l’avvertenza di farli suonare ad esecutori del tutto straordinari capaci di proiettarli nella dimensione della modernità e del futuro. Così è di sicuro per Aziz Sahmaoui, il marocchino fondatore dell’ONB (Orchestre National de Barbes) progetto storico di fusion degli anni novanta nonchè collaboratore di Zawinul, che si immerge nella trance Gnawa con mandole e cordofoni afro-maghrebini. Così è anche per Edmar Castaneda, il giovane colombiano che con una tecnica stellare porta l’arpa diatonica in territori sconosciuti e senza confini. Analogo discorso vale anche per Custodio Castelo, che in maniera convincente e autorevole riesce ad emancipare la chitarra portoghese dal ruolo ancillare che nel Fado le viene attribuito rispetto al canto, e per Violons Barbares, dove due violini arcaici provenienti da Bulgaria e Mongolia creano un’entusiasmante ed energica interazione di grande impatto dal vivo.
Ci siamo voluti occupare di chitarra, presentando due esperienze cantautorali molto particolari: quella di Giua & Armando Corsi che hanno prodotto un doppio CD incantevole e quella di Giacomo Lariccia, emergente segnalato al Premio Tenco 2012 con tante cose da dire e da ascoltare. Di chitarra si parla poi con il nuovo trio promosso da Beppe Gambetta con Mike Dowling e Chris Newman.
Parlando di violino l’appuntamento proposto è quello con la tradizione del ballo popolare dell’area emiliana con i Violini di Santa Vittoria, raffinati esecutori di un repertorio affermatosi tra metà ottocento e gli anni trenta del secolo scorso. Con gli ungheresi Sondorgo scopriamo invece uno strumento a plettro della minoranza slava, simile al mandolino, che si chiama tambura o tamburitza: un’idea dei balcani fuori dai luoghi comuni delle bande di ottoni, considerata dalla critica europea la migliore proposta dell’est Europa negli ultimi anni.
Sul versante locale è presente in calendario il Tamburo del Sole, che per i vent’anni di attività esce con un nuovo CD “Musikanti” dedicato al klezmer e ai balcani ma con brani appartenenti alla cultura Sinti e Rom.
L’apertura del programma anche quest’anno ci propone un’anteprima: il 17 maggio sarà a Trento l’artista argentino Alejandro Brittes, in Europa per un tour promozionale in collaborazione con l’associazione Trentini nel Mondo onlus. La sua musica è radicata nella tradizione gaucha e nel genere popolare chamamè ma si propone in una chiave colta e d’autore dove protagonista è la fisarmonica e le chitarre a sette corde.
Il sitar indiano e la danza di Bollywood chiudono questa edizione di Itinerari con una serata a due facce: il ricordo di Ravi Shankar, nume tutelare della musica classica del Nord India e protagonista globale nella musica del novecento, e l’estetica della danza di Bollywood, espressione popolare della contaminazione del folclore all’interno di un’industria cinematografica che festeggia cento anni dalla sua nascita.
 

Consulenza artistica e testi
Mauro Odorizzi

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Pagina aggiornata al mese di luglio 2013