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Ha scoperto l’organetto per la prima volta
a tredici anni, in un festa di strada animata da Marianne Uylebroeck, un’amica
della madre. Un’amore a prima vista che lo porta dalla cittadina belga di
Etterbeek dove era nato e viveva alla ricerca del fascino segreto di questo
strumento. La sua formazione avviene all’inizio negli stage di Borzée con Marc
Perrone, Bruno Le Tron e Jean-Pierre Yvert. Da allora Didier Laloy ha fatto
molta strada diventando negli ultimi anni il più attivo
protagonista del revival dell’organetto diatonico in Europa. Un maestro
riconosciuto dagli stessi maestri: proprio in questa stagione 2010 gira per
l’Europa un super-progetto chiamato “Samurai”, una sorta di pantheon
dell’organetto dove Laloy è stato scelto assieme a Tesi, Perrone, Le Tron,
Lepisto e Munnelly.
Nella sua carriera ha suonato di tutto: musica francese, inglese, irlandese,
svedese, ebraica e greca, e di ogni altra parte del vecchio continente. Ha
approfondito diverse tecniche, avvicinando le caratteristiche dello strumento a
repertori inconsueti, alle composizioni e all’improvvisazione. Ha lavorato per
il teatro, le arti visuali, la musica per bambini, evidenziando una duttilità e
una particolare apertura mentale a progetti innovativi. Le sue collaborazioni
sono state innumerevoli e tra tutte ricordiamo quelle con il chansonier Michel
Azaïs, Wim Claeys, Luc Pilartz, Yvette Berger e i gruppi Panta Rhei, Garam
Masala, Duotonique, Trio Trad, Tradison, Laïs, Urban Trad, Tref, Ialma, Marka,
Les Demenageurs, etc..
Il suo progetto più stabile è il trio S-Tres, una piccola straordinaria
formazione che dal vivo si esprime al meglio mettendo in luce talento musicale,
capacità di coinvolgimento e un’entusiasmo contagioso.
Didier Laloy |
organetto diatonico
Frederic Malempré | percussioni
Pascal Chardome | chitarr
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