giovedì 16 luglio 2009 ore 21.30 - Trento, piazza Cesare Battisti

MARIZA E LA STORIA DEL FADO


(Simon Broughton, documentario, Portogallo, 2006, 58’)

Per la prima volta, il film narra la storia del fado anarchico, sviluppatosi nei quartieri della classe operaia agli inizi del Novecento fino ad essere bandito dal regime fascista che salì al potere nel 1926. Nel dopoguerra, il regime decise di piegare il fado alle proprie finalità: rafforzare il patriottismo e i valori della famiglia. Questo è stato anche il periodo della più celebrata cantante di fado, Amalia Rodrigues. Quando cadde il regime fascista nel 1974, iniziò il declino del fado. Solo una decina d’anni dopo, emerse una nuova generazione di fadisti la cui musica era slegata dal vecchio regime. Il documentario offre una carrellata dei maggiori esponenti del fado, concentrandosi su una delle più carismatiche e celebrate dive del novo fado: Mariza.

CRAJ (DOMANI)


(Davide Marengo, Italia, 2005, 81’)

Il lungometraggio di Davide Marengo è nato dall’ispirazione dell’omonima opera teatral-musicale di Teresa De Sio, scritta insieme a Giovanni Lindo Ferretti. Porta lo spettatore nel "cuore" ritmico della Puglia attraverso una ricostruzione fatta di interviste a musicisti popolari alternate a spezzoni di loro esibizioni, “Craj”, basa la sua traccia narrativa sul ‘viaggio’. Sono infatti le avventure del principe Flordippo (un ipnotico Ferretti), insieme al suo servo Bimbascione (interpretato con divertita ironia dalla De Sio), a costituire l'ossatura principale del film: un viaggio che muove da un sogno in cui la visione della taranta, il ragno il cui "pizzico" costringe le donne a ballare in uno stato di trance, spinge l’uomo verso la terra dalla quale la leggenda ha avuto origine, il Salento. In mezzo, una serie di incontri con personaggi come i Cantori di Carpino, Matteo Salvatore, Pino Zimba e Uccio Aloisi, testimoni di una tradizione popolare antica, che con le loro parole e la loro musica tracciano un affresco della terra pugliese di indubbia suggestione, riuscendo gradualmente a modificare il carattere ombroso di Flordippo insegnandogli l'importanza della musica e del confronto con gli altri.

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