Habib Koitè & Bamada
Afriki, la speranza del continente africano

Martedì 15 luglio 2008 ore 21.30 - Trento, Piazza Cesare Battisti

Mali

Il chitarrista del Mali Habib Koité è uno dei musicisti più noti e celebri dell’Africa. Nasce a Thiès nel 1958 in una città senegalese dove suo padre lavorava, ma sei mesi dopo la famiglia ritorna a Kayes (Mali occidentale) e successivamente a Bamako. Habib proviene da discendenti nobili dei griots Khassonké. Cresce circondato da diciassette fratelli e sorelle e sviluppa il proprio stile chitarristico accompagnando la madre. Eredita la passione musicale dal nonno paterno che suonava il Kamale N’goni, strumento tradizionale a quattro corde tipico dei cacciatori della regione Wassolou. Dopo gli inizi da autodidatta entra al “National Institute of Arts” di Bamako, mettendo subito in mostra il suo talento musicale. In questo periodo ha l’opportunità di suonare e collaborare con Kélétigui Diabaté (oggi suo stabile collaboratore) e Toumani Diabaté. Il suo stile è frutto di una elaborata trasposizione sulla chitarra dei modi musicali e delle sonorità dell’arpa tradizionale Kamale N’goni. Per fare questo utilizza una accordatura in scala pentatonica aperta. Le radici africane emergono poi nell’appoggiare le melodie della chitarra sulla ritmica dei talking drum e del balafon, peculiari nelle tradizioni Bambara e Soghai. Con un piede nel passato ed uno nel futuro, Habib è artista rappresentativo di una generazione che in questi anni è testimone della progressiva caduta delle barriere culturali con la consapevolezza che le evoluzioni si compiono mantenendo saldi legami con il folklore, la mitologia e la storia del proprio popolo. A differenza dei griots, il suo canto è intimista con cadenze, ritmi e melodie varie. Habib è unico perché riesce a rappresentare nella sua musica la molteplicità di stili differenti che appartengono al suo paese, creando un approccio pan-Maliano che riflette la sua apertura mentale e l’interesse per ogni tipo di musica. Nel 1988 Habib ha formato il suo gruppo Bamada (un soprannome dato agli abitanti di Bamako che grosso modo significa “nella bocca del coccodrillo”) e si afferma sia in Africa che in Europa con canzoni diventate degli autentici hits. Ha suonato ai principali festivals ed incontri europei, incluso il Montreaux Jazz Festival, il WOMAD ed il World Roots Festival. E’ stato ospite in tour del leggendario gruppo jazz Art Ensemble of Chicago e altri grandi nomi lo hanno ospitato in propri spettacoli o produzioni come Jackson Browne, Bonnie Riatt, Eric Bibb. Con il suo secondo album “Ma Ya” ha venduto 160 mila copie che costituiscono un successo straordinario per un artista di world music. Le più importanti collaborazioni con artisti africani sono quelle con Oumou Sangare, Tartit, Afel Boucoum, Vusi Mahlasela e Dobet Gnahoré. Le sue straordinarie esibizioni live gli hanno fruttato un’audience sempre più ampia, e gli hanno permesso di pubblicare nel 2003 Fôly!, un doppio cd di registrazioni live. Nel 2007 è uscito il suo ultimo lavoro “Afriki” che al di là degli esiti commerciali è un disco capolavoro e ci presenta un’esplorazione di ulteriori nuove direzioni musicali. Il tema principale di Afriki, che significa Africa nella lingua Bambara, sono la forza e le sfide del continente africano. “Le persone in Africa sono disposte a rischiare la vita per emigrare in Europa o negli Stati Uniti, ma non sono disposte a correre gli stessi rischi per sviluppare qualcosa qui in Africa” dice Habib. “La vita può essere bella o brutta ovunque tu vivi. Le persone devono capirlo. Anche se il Mali è povero abbiamo ancora una alta qualità della vita: si può andare in giro e sorridere, e qualcuno ti sorriderà a sua volta. Ci ho pensato a lungo e non sono sicuro che i paesi poveri abbiano una qualità di vita inferiore.

Habib Koitè
Kélétigui Diabate
Abdoul Wahab Berthe
Boubacar Sidibe
Souleymane Ann
Mahamadou Kone

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