Altri film etnomusicali in programma

Giovedì 10 luglio 2008 ore 21.30 - Trento, Piazza Cesare Battisti

Afghanistan, Algeria, Spagna, Pakistan

BREAKING THE SILENCE MUSIC IN AFGHANISTAN (Afghanistan)
Simon Broughton, 2002, 60’
Sotto il regime talebano in Afghanistan gli strumenti musicali sono stati distrutti e bruciati. L’unica musica permessa era quella di accompagnamento ai canti talebani. Il documentario racconta appunto il ritorno della musica a Kabul dopo il crollo del regime talebano e ritrae, fra le altre cose, il primo concerto nella città fuori dai bombardamenti. I talebani non sono stati i primi ad attaccare la cultura musicale in Afghanistan; i comunisti hanno liquidato Ahmed Zahir, soprannominato l’”Elvis afgano”, e bandito le donne cantanti. Attraverso i ritratti di alcuni musicisti afgani, il film descrive le condizioni della musica in Afghanistan durante gli ultimi 20 anni.

MEMORIES DU RAI
(Algeria)
Djamel Kelfaoui & Michel Vuillermet, 2001, 52’
Il Raï esplode in Algeria agli inizi degli anni ‘80. Qualche anno più tardi le figure di punta di questo movimento musicale, Cheb Khaled, Cheb Mami, Chaba Fadela, partono alla conquista della Francia dove si impongono. L’Algeria si trova allora in un impasse nelle sommosse del 1988 e della loro eco sociale. Per la prima volta, il Raï, nato nel territorio oranese, osa esprimere con forza la miseria della vita, le aspirazioni della gioventù, ma anche l’ebbrezza dei sensi. Con la morte di Cheb Hasni, con le minacce che pesano sugli artisti e l’obbligo a esiliare, i terroristi pensano di trionfare ma durante questo periodo il Raï parte alla conquista del mondo, permettendo a dieci milioni di persone di capire meglio l’Algeria, un’Algeria straziata ma ben viva e più creativa che mai. L’Algeria, El Djezaïr, spirito della libertà ha donato al mondo in eredità per sempre il Raï.

FRANCISCO SANCHEZ - PACO DE LUCIA (Spagna)
Daniel Hernandez, 2001, 94’
Ritratto di uno dei più grandi geni mondiali della chitarra. Il documentario di Daniel Hernàndez conta sull’esclusiva partecipazione di Paco de Lucìa - il cui vero nome è Francisco Sánchez - che vive in Messico. Per la prima - e ultima volta, come lui dice - il musicista apre la porta di casa sua, il suo vero luogo privato e intimo, a una troupe
cinematografica, dando così la possibilità di venire filmato mentre pesca, cucina, mentre è al mercato o con gli amici. Francisco Sánchez - l’uomo privato -, e Paco de Lucía - la star -, sono due persone in una. La vita dell’artista è una continua fluttuazione tra queste due persone e il documentario è strutturato intorno alle due vite di quest’unica persona. Da una parte, ci viene presentata la visione molto intima di questo mito della chitarra del flamenco, con le testimonianze della su famiglia e dei suoi vecchi amici, alcuni dei quali altri importanti musicisti come Chick Corea. Dall’altra parte il documentario costituisce un importante film musicale, riprendendo la sua ultima tournée in Europa, diversi concerti e interviste con altri chitarristi rimasti affascinati da lui e sui quali lui ha avuto una forte influenza, come Vicente Amigo, Tomatito o Juan Manuel Cañizares. Il film comprende anche molte immagini d’archivio, per esempio alcune in cui Paco de Lucia suona con Camarón de la Isla, Al Di Meola o John Mc Laughlin.

NUSRAT A VOICE FROM HEAVEN (Pakistan)
Giuseppe Asaro, 1999, 83’
Nato a Faisalabad, Pakistan, Nusrat Fateh Ali Khan è il cantante che ha reso la musica mistica del Sufi dell’India del nord e del Pakistan famosa in tutto il mondo. Nusrat è stato il primo e più importante artista a portare la musica devozionale Sufi, conosciuta come Qawwali a un nuovo livello di arte e di popolarità. La famiglia di Khan ha una tradizione di cantanti di Qawwali da 600 anni. Qawwali non esiste in nessun’altra parte del mondo se non nell’Asia del sud, specialmente in India e in Pakistan. Qawwali, combina elementi musicali e linguaggi perché tenta di raggiungere l’unità e costruire ponti tra i popoli, piuttosto che il conflitto e la violenza. Filmato in Pakistan e in America, “A Voice from Heaven” è un omaggio a una delle più belle voci del secolo. L’inizio del film introduce lo spettatore in un’atmosfera magica del Pakistan, spiegando la nascita del Qawwali, che ha un significato religioso e una tradizione lunga seicento anni. Il documentario poi segue la vita di Nusrat dalla nascita nel 1949 in Pakistan, nel villaggio di Lyallapur, oggi rinominato Faislabad, fino alla sua prematura morte a Londra in Agosto 1997. La storia combina le riprese dello spettacolo di Nusrat, sguardi dietro le quinte e le molte interviste fatte dalla moglie di Nusrat al Ministro della Cultura pakistano e agli artisti con cui ha collaborato Nusrat in alcune delle più innovative e originali registrazioni. Il film finisce con Rahat Fateh Ali Khan, il giovane nipote di Nusrat, continuatore della secolare tradizione.

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