Maryam Akhondy & Banu

Martedì 10 luglio - Trento, Giardino S. Chiara

 

Iran

Maryam Akhondy, internazionalmente nota per essere stata componente della Schäl Sick Brass Band, gruppo che ha vinto diversi Awards, è un’artista di Teheran, emigrata in Germania. Scoperta dal celebre attore Ostad Esmail Mehrtasch quando aveva 18 anni, è indirizzata agli studi di canto classico all’Accademia delle Arti di Teheran. Studia il radif, speciale sistema musicale iraniano, fino a conseguire il massimo dei voti e diventare così una delle migliori cantanti del suo paese. Banu (parola persiana per designare una donna di rango) è l’ensemble costituito nel 1999 e con il quale Maryam ha sviluppato un progetto i riscatto della vocalità femminile che nel suo paese è praticamente bandita come espressività autonoma.
“Volevo dare voce alle donne -
sono parole di Maryam Akhondy - ma in maniera completamente indipendente. All’inizio Banu era un gruppo di musiciste che suonavano musica classica iraniana con strumenti. Poi ho deciso di recuperare i canti che parlano di amore, di matrimoni, di vita di coppia ma anche quelli delle mondine nelle risaie del Mar Caspio, delle tessitrici di tappeti di Hamedan, canti semplici accompagnati solamente dalle percussioni. Questi canti sono tradizionali, antichi anche di centinaia di anni e non sono mai stati cantati in pubblico prima d’ora, sono solamente stati eseguiti privatamente da donne e tra donne. I testi sono il risultato di anni di ricerca e studi nelle diverse regioni del paese.”
Nell’Iran, l’apparizione pubblica di cantanti donne è molto contrastata e, al di fuori di contesti religiosi (i rituali chiamati Tazieh), non è consentito alle donne fare e ascoltare musica. È pure vietata agli  uomini la possibilità di ascoltare una donna cantare. “
Io avevo cominciato come cantante alla radio racconta Maryam - ma poi, a causa dei divieti, persi il lavoro. Ancora oggi, una donna può cantare insieme ad un uomo, ma mai, nemmeno un minuto, da solista.” Il concerto è una sorta di itinerario musicale nelle differenti regioni e culture dell’Iran, ed offre uno spaccato particolare sulle culture cantate e sulle tradizioni della donna persiana. Nella maggior parte dei casi si tratta di canzoni piene di energia, divertenti piene di ironia, che danno la reale dimensione della vita privata della donna iraniana. Questo repertorio è in buona parte contenuto nel CD “Songs of Persian Women” edito da Laika Records.

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