I MILLE VOLTI DELL'AFRICA - UN CONTINENTE SOSPESO

“In principio non c’era nulla. Né luce, né oscurità.Nulla a parte la Noia. E Nyambè, il Creatore dei bantu (uomini) si annoiava a morte.Un giorno domandò all’Immaginazione: cosa posso fare? Costruisci una sanza – gli rispose quella – vedrai che appena comincerai a suonarla la Noia se ne andrà.Allora Nyambè si fabbricò una sanza, ne pizzicò una lamella….Si udì la prima nota, dalla quale uscì il sole. Un altro suono, ed ecco la luna, un altro ancora ed ecco l’uomo, presto seguito dalla donna e dai bambini, tanti bambini, neri, bianchi, gialli, rossi, di tutti i colori, che rapidamente popolarono la terra.E’ così che tutti gli uomini sono nati dalla sanza…”.

La sanza protagonista di questo mito bantu, detta anche mbira o likembe, è uno strumento molto diffuso in Africa. La sanza è un oggetto sacro, la sua cassa simboleggia la Madre Terra, nella quale riposano gli antenati (i sassolini), mentre le note rappresentano gli esseri viventi, uomini compresi. Perciò la musica della sanza non è un semplice susseguirsi di note: è il ripetersi eternamente nuovo della creazione. Siamo giunti alla diciannovesima edizione del festival dedicato alle musiche etniche e di tradizione, promosso da Comune di Trento e Centro Servizi Culturali S. Chiara. E quest’anno per parlare, ma soprattutto per incontrare e ascoltare l’Africa, si sono aggiunti come partner l’Assessorato all’emigrazione e cooperazione internazionale della Provincia, il Consiglio e la Giunta della Regione Trentino Alto-Adige e molti altri soggetti a diverso titolo sensibili al tema. Il percorso è composto non solo di concerti, ma anche di video e film, testimonianze e di una kermesse finale di musica e cultura che si terrà sul Doss Trento. Il festival vuole mettere in luce da una parte il rapporto tra musica, comunità e ritualità, dall’altra il fecondo intreccio artistico tra gli elementi culturali autoctoni e l’occidente. Il legame tra la musica e la vita di una comunità è una dimensione che caratterizza le culture tradizionali di qualsiasi angolo della Terra e che ci permette, anche nel caso dell’Africa, di guardare più in profondità la straordinaria ricchezza culturale e le peculiarità di questo continente. Un’occasione per raccontare la bellezza, la sensibilità, le radici, la spiritualità dei popoli che abitano questa parte di mondo. Il programma dei concerti e il ciclo di proiezioni documentaristiche restituiscono il fascino del continente africano e del suo universo sonoro attraverso la voce dei suoi protagonisti, mettendo in luce i reciproci influssi tra le sonorità e le tradizioni africane e gli elementi occidentali che hanno attraversato questa terra dai mille volti, eternamente sospesa tra richiami ancestrali e una modernità necessaria e controversa. Il festival è anche il pretesto per ricordare i molti soggetti locali, volontari, organizzazioni e istituzioni che da anni operano, con grande impegno e passione, in progetti di solidarietà e cooperazione, nonché per incontrare le comunità degli immigrati che vivono in Trentino e rendere omaggio alle loro radici culturali. All’anteprima del 28 maggio che vede sul palcoscenico del Teatro Sociale l’esordio dell’ “OrchExtra Terrestre - Musiche dell’altro mondo”, progetto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento, seguiranno nove serate di concerti dal 30 giugno al 15 luglio, intervallati da cinque serate dedicate a film e documentari che parlano dell’Africa musicale (a partire dall’omaggio ad Ali Farka Tourè, il grande chitarrista del Malì recentemente scomparso) e di progetti di cooperazione in cui sono impegnate le realtà associative e le istituzioni provinciali.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero ed avranno inizio alle ore 21.30, eccetto quelli proposti presso il Dos Trento che inizieranno alle ore 16.00.

Consulenza artistica e testi
Mauro Odorizzi


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Pagina aggiornata al mese di luglio 2006.