INCONTRI & MUSICHE METICCE

Il folk, la musica tradizionale o etnica rimandano al concetto di identità, un valore che sta acquistando nuovi significati e importanza proprio nell’epoca che è dominata da processi che minano le specificità culturali e che inducono fenomeni di omologazione in funzione delle logiche economiche dei mercati. Il mondo che è diventato, come si dice, più piccolo ci offre sempre nuove opportunità di conoscere i valori delle innumerevoli civiltà umane e le espressioni artistiche rappresentano un modo affascinante per avvicinarsi a tante diversità. La circolazione delle persone e i fenomeni di immigrazione verso i paesi più sviluppati stanno veramente mescolando le nostre comunità che si stanno lentamente trasformando con percorsi non sempre facili.

Al di là di fenomeni come la "world-music", che discende dalla logica della globalizzazione dei mercati culturali, si può osservare in generale che tra i musicisti che muovono da radici etniche è sempre più diffusa la ricerca di contaminarsi, di incontrare la diversità da sé, di imparare linguaggi diversi, in forme non sempre strumentali alla vendita di un prodotto, ma per un’esigenza diciamo esistenziale oltre che per abbeverarsi a nuove fonti di ispirazione. In questo quadro si colloca soprattutto il dialogo tra generi musicali; jazzisti e rockettari che si appropriano dei linguaggi tradizionali e popolari, e al contrario musicisti folk che introducono nei propri repertori l’improvvisazione, sonorità elettriche o ritmiche particolari. Un’altra dimensione è quella dell’incontro tra musiche etniche: si tratta spesso di uomini e donne che affermano le loro radici lontano da casa e che vivono positivamente e quasi naturalmente il rapporto con le tradizioni del paese che li ospita. In molti casi mescolare le culture a partire dalla propria identità è un’occasione veramente creativa. Gli esempi di queste "fusion" sono innumerevoli e non di rado i risultati sono esteticamente apprezzabili, in taluni casi entusiasmanti. Irlandesi e algerini, scozzesi e cubani, bretoni e rumeni, marocchini e calabresi hanno trovato strade convincenti per armonizzare le rispettive peculiarità musicali e strumentali, dimostrando che l’epoca delle frontiere è veramente finita. Si può dialogare, senza rinunciare alla propria identità, anche a partire dagli elementi più eterogenei e distanti tra loro, e la musica lo dimostra.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libro ed avranno inizio alle ore 21.30.

Consulenza artistica e testi di Mauro Odorizzi.


visualizza il PROGRAMMA - visualizza gli ALTRI APPUNTAMENTI


Web designed by Nicola Odorizzi
Pagina aggiornata al mese di luglio 2004.