NOUR-EDDINE

Giovedì 03 luglio - Giardino del Cento S. Chiara

Magia e ritmo della tradizione berbera dal deserto al mare.

"Sono nato musulmano, sono emigrato in un paese cristiano dove ho tanti amici ebrei ed anche di altre religioni".

"Zri-Zrat è un villaggio di Berberi arroccato tra le montagne del Marocco…E’ il paese di mio nonno, Maalam Ahmed, capace di guarire gli ammalati col suono del suo ghaita. E’ un tesoro custodito nello scrigno della memoria, il luogo incantato della mia fanciullezza". Sono alcune delle parole con cui Nour Eddine parlava del CD Zri-Zrat (CNI –1997), un commosso omaggio ai sapori, ai profumi, alla spiritualità del suo paese d’origine. Poi è stata la volta di un progetto discografico dedicato alle antichissime tradizioni Gnawa e Jahjuka (Gnawa & Jahjiuka Trance), di ascendenza sufi, che rimandano ad una ritualità terapeutica molto complessa e alle pratiche musicali sociali delle feste nei villaggi ai margini della catena montuosa del Rif. La più recente incisione di Nour Eddine, ormai residente in Italia, ha per titolo invece "Coexist" e rappresenta (CNI Elleu - 2002) da un lato l’incontro tra gli orizzonti sonori del nord Africa e la modernità, dall’altro il suo manifesto politico che può essere sintetizzato nel concetto di coesistenza, la filosofia del cittadino del mondo. E’ fondatore di vari gruppi di musica etnica del deserto e Gnawa fra cui Azahara, Desert Sound, Jahjouka, ed ha lavorato molto per il cinema come collaboratore di Tony Esposito e del gruppo Trascendental. Voce nitida e vibrante si alterna a numerosi strumenti a plettro, a fiato e a percussione. Nel suo spettacolo coniuga atmosfere intrise di profonda spiritualità, ritmi liberatori della festosità rituale e sonorità moderne e contaminate con raro senso della misura. E’ accompagnato da una band di giovani musicisti maghrebini.

Nour Eddine Fatty: voce, ghaita, ney, chitarra, percussioni;
Youness El Marakchi: cori, oued, outar, mandolino;
Bachir Guarech: cori, darbouka, taarija;
Ahmed Benbali: cori, bendir, tarr ;
Mohamed Elbadaoni: cori, hajhouj, krakeb

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